La Svizzera è uno di quei paesi che tutti conoscono per fama, ma che dal vivo riesce comunque a sorprendere. È il paese delle montagne, dei laghi e dell'ordine, certo, ma è anche un luogo dove la natura e l'uomo hanno trovato un equilibrio che altrove si vede raramente.
Le città sono pulite, funzionali, tutto funziona. I treni arrivano in orario, le strade sono tenute bene, e persino gli angoli più turistici mantengono una dignità che non scade mai nel pacchiano. C'è un'eleganza discreta che pervade ogni cosa, ma senza ostentazione.
E poi ci sono le montagne. Ovunque le guardi, sono lì: incombono all'orizzonte, si riflettono nei laghi, fanno da cornice a ogni scorcio. Non è solo cartolina: è una presenza costante che ti ricorda quanto sia grande la natura e quanto, in fondo, l'uomo qui abbia scelto di conviverci piuttosto che sopraffarla.
Peccato solo per l'aria condizionata: durante un'ondata di caldo, l'efficienza svizzera si ferma davanti ad un ventilatore...
Siamo arrivati a Zurigo in una calda giornata di fine giugno, col termometro che superava tranquillamente i 30º ed un vento di scirocco più africano che alpino.
Abbiamo passato il tardo pomeriggio visitando la bellissima stazione centrale, elegante e ariosa, e poi ci siamo infilati nella vicina Platzpromenade, un angolo di verde e frescura all'incrocio di due corsi d'acqua, con i nativi facendo il bagno come fossero al mare.
Abbiamo iniziato la giornata al fresco, visitando il "Schweizerisches Landesmuseum", vale a dire il museo della Storia e Cultura svizzera.
Ospitato in edificio che ricorda un castello medievale, ci ha interessato soprattutto la sezione storica, dato che obiettivamente si conosce poco il Paese, e le belle mostre di arte religiosa.