"La vigna sulla roccia, le fenditure
del muschio, i muri che intrigano
i rampicanti, i plinti di fiori e di
pietra”
(Pablo Neruda)

Dimenticatevi Dolce & Gabbana, i VIP e le feste proibite: Capri, soprattutto fuori stagione, è il dedalo di vicoli dei suoi villaggi, la rete interminabile di sentieri che collegano una miriade di ville, i sentieri impervi lungo le coste, le rovine di antichi palazzi da dove gl'imperatori romani amministravano l'impero, strade tranquille che si svuotano al tramonto, quando i turisti "mordi e fuggi" tornano sulla terraferma.
E prezzi folli, quello sì.


GIORNO 1

Bus, aereo, bus, nave, bus. Arrivare a Capri non è proprio una passeggiata: nello stesso tempo avremmo potuto sorvolare l'Atlantico.
Arriviamo nel primo pomeriggio, alquanto stanchi ed affamati. Ci gratifica però la bellissima vista su Marina Grande e, in lontananza, il Vesuvio.
Passiamo la giornata gironzolando per il paese di Capri, nella tranquillità di un venerdì di marzo, senza gente.
GIORNO 2

Oggi siamo stati ad Anacapri, il secondo paese dell'isola, quello più montano. Il tempo non ha accompagnato molto: poco sole e vento decisamente freddo, con qualche scroscio di breve durata.

Come prima cosa, siamo saliti ai 589 metri del monte Solaro con la funicolare, anche se le nuvole non ci hanno permesso di godere appieno del panorama, e ci siamo rifugiati nel bar a bere qualcosa di caldo.

Il resto della giornata è stato dedicato all'esplorazione di Anacapri: decisamente più tranquilla della sua sorella, sembra più un piccolo paese. Tra gli edifici degni di nota vi è "la casa rossa", un edificio eclettico in stile marocchino - pompeiano, voluta dal colonnello americano John Clay MacKowen.
Nel pomeriggio siamo andati a visitare la bellissima Villa San Michele, voluta dal medico e scrittore svedese Axel Munthe.
Si tratta di uno spazio interessante soprattutto per l'eclettica collezione di arte romana ed etrusca, con una miriade di reperti ad ornare stanze e giardini.
Villa San Giovanni è famosa soprattutto per i suoi giardini, ornati di antichità, con belli affacci sul golfo di Napoli e ombrosi passaggi pergolati.
GIORNO 3

Ci siamo alzati e recati al porto di Marina Grande per un tour in barca attorno all'isola. Per fortuna, c'era poca gente e abbiamo trovato subito un biglietto.
Siamo partiti, quindi, con la barca, e ci siamo dirigiti subito alla famosa Grotta Azzurra. Fretta provvidenziale, perché poco dopo sarebbe stata chiusa per mare agitato.
Per accedervi bisogna salire su piccole imbarcazioni, da pagare a parte; una di esse funge dunque da cassa e, pure in mezzo al mare, si paga tranquillamente con la carta di credito (siamo pur sempre a Capri).

L'accesso avviene tramite un'apertura quasi tutta sommersa, che solo emerge per circa un metro, e che immette dentro a una cavità molto più ampia. Questo fa che la luce penetri soprattutto attraverso la parte sommersa dell'accesso, facendo sì che l'interno riceva la luminosità attraverso l'acqua, esaltandone il colore azzurro intenso.
È davvero uno spettacolo.

La barchetta ci ha fatto compiere due giri della grotta, mentre il vogatore cantava canzoni napoletane nel più tipico dei luoghi comuni; ma anche questo è Capri. Nel secondo di questi giri, siamo stati gli unici all'interno della grotta, una fortuna che tocca solo in bassa stagione.
Usciti dalla Grotta Azzurra, abbiamo proseguito il periplo dell'isola.
Un forte vento di maestrale increspava il mare, e la traversata non è stata molto tranquilla.
Siamo riusciti comunque ad arrivare ai faraglioni, uno dei simboli di Capri, maestosi in mezzo alle onde.
Dopo esserci recuperati dal giro in barca, ci siamo recati con una bella passeggiata a Villa Jovis, ossia i resti del palazzo di Tiberio.
Non ne rimane molto, ma queste rovine a picco sul mare, visitate senza altre persone attorno, ci hanno affascinato.
Nei pressi di Villa Jovis, dei giardini da poco aperti al pubblico offrono delle viste mozzafiato sulla penisola sorrentina.
La sera, ritornati in paese, abbiamo ancora avuto tempo per un ultimo saluto ai faraglioni.
GIORNO 4

Siamo tornati ad Anacapri, e ci siamo subito diretti alla chiesa di San Michele, che in precedenza avevamo trovato chiusa.
Il pavimento è una gigantesca maiolica che raffigura il Paradiso Terrestre, di una bellezza sorprendente.
Abbiamo dedicato il pomeriggio al "sentiero dei fortini", che percorre la costa est di Capri collegando i resti di fortificazioni settecentesche.
Il sentiero non è sempre ben marcato, con vari saliscendi e percorsi tra gli scogli.
Ci ha consentito però di godere del paesaggio e dell'incontro con vari animali, come questa lucertola.
GIORNO 5

L'ultimo giorno ci ha dato tempo per visitare i giardini di Augusto, non molto vasti ma affacciati su un mare stupendo
Un'ultima occhiata ai faraglioni, ed è già ora di lasciare Capri con i suoi silenzi fuori stagione.

Capri - Vista sul golfo e il Vesuvio
Capri - Vista sul golfo e il Vesuvio
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri
Anacapri - Casa Rossa
Anacapri - Casa Rossa
Anacapri - Casa Rossa
Anacapri - Casa Rossa
Anacapri
Anacapri
Anacapri - Casa Rossa
Anacapri - Casa Rossa
Anacapri - Casa Rossa
Anacapri - Casa Rossa
Anacapri - Villa San Michele
Anacapri - Villa San Michele
Anacapri - Villa San Michele
Anacapri - Villa San Michele
Anacapri - Villa San Michele
Anacapri - Villa San Michele